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Il più rilevante polo migratorio nel mondo è l’europa, dove si trova esattamente un terzo dei migranti del mondo, equamente divisi tra Europa Centro orientale (28.924.000) de una parte, Unione Europea (27.121.000) e altri paesi dell’Europa Occidentale (2.496.000) dall’altra.

   L’America Latina totalizza 5.698.000 migranti, pari al 3,3% del totale mondiale. I paesi che contano almeno 150.000 residenti nati all’estero sono 8: Argentina, Venezuela, Brasile, Messico, Portorico, Costarica, Paraguay e Cile.

Nel mondo sopravvivono con una media di appena sei dollari al giorno 2,4 miliardi di persone, e di questi una buona metà con meno di un dollaro al giorno, secondo il presidente della Banca Mondiale James Wolfensohn.

"Il tasso di naturalizzazione in Italia - ha osservato il coordinatore de dossier statistico Caritas-Migrantes, Franco Pittau, - è tre volte inferiore alla Ue e in Italia arriviamo a malapena a diecimila casi di cittadinanza all'anno: la legge è inadeguata e penalizza i figli di immigrati che crescono in Italia, si sentono italiani, ma non ottengono la cittadinanza".

 
La Convenzione per la Protezione dei Diritti di tutti i Lavoratori Migranti e dei membri delle loro Famiglie (New York, 18 Dicembre 1990) è entrata in vigore il 1° Luglio 2003. Attualmente sono 25 le ratifiche alla Convenzione. L'ultima ratifica è stata depositata il 30 gennaio 2004 da parte del Timor Leste. 

Nel mondo una persona ogni 35 residenti è nata all’estero. Secondo l’ultimo censimento fatto dall’ONU, nel 2000 i migranti nel mondo sono risultati 175 milioni, con una incidenza del 2,9% sulla popolazione mondiale (6 miliardi e 67 milioni di persone a quella data, saliti a 6,2 miliardi a fine 2002)

 Contrariamente a quanto si pensa, i migranti sono concentrati più nei paesi in via di sviluppo (98.678.000, pari al 56,3%) che in quelli a sviluppo avanzato (76.441.000, pari al 43,7%).

In totale, tra stagionali e non, nel 2004 entreranno in Italia quasi 80mila lavoratori stranieri regolari. Per l'anno 2004 il governo ha approvato il decreto flussi riguardante i lavoratori stagionali, autorizzando l'ingresso di 50mila lavoratori stranieri, che verranno impiegati nei settori dell'agricoltura, del turismo e dei servizi e che avranno diritto all'ingresso temporaneo in Italia (3 o 6 mesi).  

 
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