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"Migrazioni
in visione di pace"
La Giornata del Migrante e del Rifugiato, con il tema “Migrazioni
in visione di pace”, offre quest’anno l’opportunità di riflettere
su un argomento quanto mai importante.
Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i
migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a
salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè
in pace e dignità nella propria Patria. Grazie a un’oculata
amministrazione locale e nazionale, a un più equo commercio e a
una solidale cooperazione internazionale, ogni Paese deve essere
posto in grado di assicurare ai propri abitanti, oltre alla
libertà di espressione e di movimento, la possibilità di
soddisfare necessità fondamentali quali il cibo, la salute, il
lavoro, l’alloggio, l’educazione, la cui frustrazione pone molta
gente nella condizione di dover emigrare per forza.
Esiste certamente anche il diritto ad emigrare. Alla base di tale
diritto, ricorda il Beato Giovanni XXIII nell’Enciclica Mater et
magistra, c’è la destinazione universale dei beni di questo mondo
(cfr nn. 30 e 33). Spetta ovviamente ai Governi regolare i flussi
migratori nel pieno rispetto della dignità delle persone e dei
bisogni delle loro famiglie, tenendo conto delle esigenze delle
società che accolgono gli immigrati. Al riguardo, già esistono
Accordi internazionali a tutela di coloro che emigrano, come anche
quanti cercano in un altro Paese rifugio o asilo politico. Sono
accordi che possono sempre essere ulteriormente perfezionati.
Quando le “diversità” si incontrano integrandosi, danno vita a una
“convivialità delle differenze”. Si riscoprono i valori comuni ad
ogni cultura, capaci di unire e non di dividere; valori che
affondano le loro radici nell’identico humus umano. Ciò aiuta il
dispiegarsi di un dialogo proficuo per costruire un cammino di
tolleranza reciproca, realistica e rispettosa delle peculiarità di
ciascuno. A queste condizioni, il fenomeno delle migrazioni
contribuisce a coltivare il “sogno” di un avvenire di pace per
l’intera umanità.
Se il “sogno” di un mondo in pace è condiviso da tanti, se si
valorizza l’apporto dei migranti e dei rifugiati, l’umanità può
divenire sempre più famiglia di tutti e la nostra Terra una reale
“casa comune”.
(Giovanni
Paolo II per la 90ª giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
- 2004)
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