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Le migrazioni allargano il concetto di patria oltre i confini materiali, facendo patria dell’uomo il mondo.

(Scalabrini, 1899)

Antologia

   

                           "Migrazioni in visione di pace"


La Giornata del Migrante e del Rifugiato, con il tema “Migrazioni in visione di pace”, offre quest’anno l’opportunità di riflettere su un argomento quanto mai importante.
Costruire condizioni concrete di pace, per quanto concerne i migranti e i rifugiati, significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria Patria. Grazie a un’oculata amministrazione locale e nazionale, a un più equo commercio e a una solidale cooperazione internazionale, ogni Paese deve essere posto in grado di assicurare ai propri abitanti, oltre alla libertà di espressione e di movimento, la possibilità di soddisfare necessità fondamentali quali il cibo, la salute, il lavoro, l’alloggio, l’educazione, la cui frustrazione pone molta gente nella condizione di dover emigrare per forza.
Esiste certamente anche il diritto ad emigrare. Alla base di tale diritto, ricorda il Beato Giovanni XXIII nell’Enciclica Mater et magistra, c’è la destinazione universale dei beni di questo mondo (cfr nn. 30 e 33). Spetta ovviamente ai Governi regolare i flussi migratori nel pieno rispetto della dignità delle persone e dei bisogni delle loro famiglie, tenendo conto delle esigenze delle società che accolgono gli immigrati. Al riguardo, già esistono Accordi internazionali a tutela di coloro che emigrano, come anche quanti cercano in un altro Paese rifugio o asilo politico. Sono accordi che possono sempre essere ulteriormente perfezionati.
Quando le “diversità” si incontrano integrandosi, danno vita a una “convivialità delle differenze”. Si riscoprono i valori comuni ad ogni cultura, capaci di unire e non di dividere; valori che affondano le loro radici nell’identico humus umano. Ciò aiuta il dispiegarsi di un dialogo proficuo per costruire un cammino di tolleranza reciproca, realistica e rispettosa delle peculiarità di ciascuno. A queste condizioni, il fenomeno delle migrazioni contribuisce a coltivare il “sogno” di un avvenire di pace per l’intera umanità.
Se il “sogno” di un mondo in pace è condiviso da tanti, se si valorizza l’apporto dei migranti e dei rifugiati, l’umanità può divenire sempre più famiglia di tutti e la nostra Terra una reale “casa comune”.
 

(Giovanni Paolo II per la 90ª giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - 2004)

 

 
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